Francesco Giorgino presenta Francesco Gaudioso

Francesco Giorgino presenta Francesco Gaudioso

Il due volumi del saggio sono palesemente legati da una medesima ispirazione, perseguono gli stessi scopi di ricerca e attestano ancora più chiaramente la benemerita operosità di Francesco Gaudioso. Il tema è, fra 1’altro, fra i più discussi e controversi nella storiografia sul Mezzogiorno moderno e contemporaneo; e una ricerca che si svolga nel segno di una apprezzabile continuità ancorché su due registri del banditismo/fuoriscitismo e del brigantaggio può contribuire a dissipare molti fra gli ldola fori che ancora dominano la drammatica vicenda del banditismo dell’ancien regime del brigantaggio postunitario a circoscrivere, almeno quella “lettura deformata del passato” cui ha già accennato Giuseppe Galasso. É anche superfluo notare come la ricerca sia sorretta sempre da un robusto apparato documentario e da un vasto corredo bibliografico. Fra le due opere assume specifico interesse il secondo che affronta con successo una tematica familiare, e degna di essere riproposta ad un pubblico più vasto,soprattutto in Basilicata. Nell’invio in Calabria di Emanuele Caracciolo di San Vito, designato a tranquillizzare “l’opinione pubblica internazionale” che rivolgeva un’attenzione non disinteressata alle vicende napoletane”, e nella sua sostituzione con Giosuè Ritucci nella finale del Regno, sembra quasi che l’antica storia del brigantaggio meridionale si saldi agli ancor più tragici sviluppi postunitari: ed è questo forse il significato più profondo dell’importante ricerca di Francesco Gaudioso.